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Schola News: Cancelliamo il debito dei paesi del Sud del mondo

In preparazione al convegno di “Roma XVI con l’Africa” del 22 Aprile 2008

Cancelliamo il debito dei paesi del Sud del mondo

Cosa è il debito:Il debito è l’ammontare in miliardi di dollari che i paesi del Sud del mondo devono restituire al Fondo Monetario, alla Banca mondiale e ad altri paesi e istituzioni finanziarie internazionali per denaro preso in prestito, fortemente gravato da interessi e da ulteriori prestiti concessi per pagare lo stesso debito.

B R E V E     S T O R I A

1973:  – la crisi energetica quadruplica il prezzo del petrolio;

– le multinazionali e i paesi produttori aumentano fortemente gli introiti depositati nelle grandi banche internazionali;

– le banche moltiplicano gli interessi attivi favorendo strategicamente i prestiti ai paesi poveri sotto forma di “denaro facile”, ma a condizioni gravose;

– l’indebitamento dei paesi del sud del mondo, che inizialmente non era molto consistente, subisce una forte impennata;

1980: – il debito supera i 600 miliardi di dollari;

– negli anni ’80, “il decennio perduto”, molte regioni africane e asiatiche ritornano a livelli di reddito e qualità della vita degli anni ’50;

1990: –  il debito sale a 1.300 miliardi di dollari:

1998: – il debito raggiunge la cifra di 2.465 miliardi di dollari;

oggi: malgrado alcuni interventi di alleggerimento, il debito supera i 2.800 miliardi di dollari;

CONSEGUENZE

Per poter pagare il debito e gli interessi i Governi devono impiegare gran parte del reddito prodotto e delle entrate derivanti dall’esportazione, a scapito di investimenti a favore dell’alimentazione, della sanità e dell’istruzione. Questo meccanismo ha generato il collasso delle economie, con conseguenti livelli di vita disumani ed è stato anche una delle cause dell’insorgere di conflitti interni e tra diversi paesi.

S I    R I C H I E D E

  1. L’immediatacancellazione del debito dei 50 paesi più poveri
  2. lariduzione del debito dei paesi del Sud a medio reddito entro il 2009
  3. lacreazione immediata di un meccanismo di cancellazione automatica del debito nei paesi colpiti da catastrofi naturali o ambientali causati dallo sfruttamento delle risorse naturali
  4. chesi finanzi la lotta alla povertà estrema, nei paesi più poveri, con fondi autonomi del Fondo Monetario, utilizzando anche parte delle riserve in oro
  5. ilraddoppio degli impegni e la certezza dei versamenti dei paesi donatori al Fondo Globale per la lotta alle malattie: Aids, malaria e tubercolosi
  6. ilcompletamento dell’attuazione della legge n. 209 del 25 luglio 2000, che stabilisce misure per la riduzione del debito estero dei paesi a più basso reddito e maggiormente indebitati  e il rinnovamento della stessa per il 2009, con la cancellazione dei crediti italiani anche verso i paesi del Sud a medio reddito
  7. l‘impegno immediatodel governo italiano nel coinvolgimento della Corte Internazionale di Giustizia nelle questioni del debito dei paesi del Sud
  8. chenon vengano compresi tra i fondi della cooperazione allo sviluppo i crediti cancellati
  9.  che entro il 2009, l‘Italia, al di la degli impegni internazionali, costituisca un Fondo per la

       lotta alla povertà nei paesi che sopravvivono al di sotto della povertà estrema

Cancellare IL DEBITO PERCHE’ ?

 “Ogni bambino che nasce oggi,  all’inizio del 3° millennio, in uno dei 41 paesi più impoveriti del mondo, ha un debito di 360 $ verso i paesi più ricchi o verso istituzioni finanziarie internazionali. Anziché andare a scuola, usufruire di assistenza sanitaria o soddisfare i propri bisogni primari, questo bambino dovrà vedere l’economia del proprio Paese soffocare sotto il peso del debito” (Campagna Sdebitarsi).

“E’ certamente giusto il principio che i debiti debbano essere pagati. Non è lecito però pretendere un pagamento a tutti i costi, fino a spingere alla fame e alla disperazione intere popolazioni” (Centesimus annus, 35). Soprattutto se, come  in molti casi, il debito è già stato pagato e ripagato. Secondo il Fondo Monetario Internazionale nel 1994 per pagare gli interessi la Nigeria ha destinato il 74% delle proprie entrate pubbliche, lo Zambia il 92%, la Sierra  Leone il 136%.

“Oggi noi dobbiamo portare la libertà a coloro che sono ridotti in schiavitù dalle catene del debito estero. Questo è il primo passo essenziale verso il ripristino di nuove relazioni di giustizia all’interno della globale comunità umana e verso lo sradicamento della povertà nei nostri giorni. I poveri non ebbero voce nel concordare il debito in origine, ma lo hanno pagato al prezzo della loro salute, della loro istruzione e della loro speranza di vita. Il problema del debito implica questioni etiche fondamentali. Incide sulla vita delle persone. L’aiuto che oggi è necessario non è una questione di carità, ma di giustizia.”(dichiarazione di 16 vescovi cattolici per il vertice GS ’ 99 a Colonia)

La cancellazione del debito da sola non è sufficiente. Tutti i governi, al Nord come al Sud, devono impegnarsi a rimuovere la vergogna della povertà; correggere le politiche commerciali, in particolare quelle discriminanti i prodotti provenienti dai paesi impoveriti; sviluppare stili di vita e modelli produttivi sostenibili. E’ importante che i governi siano più trasparenti e responsabili e abbiano maggiore rispetto della legge e dei diritti umani fondamentali; mettere in atto meccanismi che assicurino che i fondi liberati con l’alleggerimento del debito siano usati per migliorare la situazione dei poveri.

Proposta

Il debito estero non è solo e non tanto un problema finanziario, quanto politico. C’è la possibilità per il singolo e per la collettività di giocare un ruolo attivo: raccolta di firme, convegni, petizioni, ma anche modificando con il proprio stile di vita e mentalità  la cultura dalla quale la pratica del debito è nata.

Per saperne di più sul DEBITO

  1. A. Castagnola, Cancellare il debito: danni responsabilità, meccanismi, Emi. AA.VV, impegni di giustizia, rapporto sul debito, Emi.
  2. R. Bosio – R. Moro, Pgare con la vita, lo scandalo dell’indebitamento, Emi
  3. F. Silva, Tasche vuote, cosa fare del debito estero, ed. Monti.
  4. JL. Touadi, L’Africa in pista, Sei.
  5. Gorge Susan, Il boomerang del debito, ed. Lavoro.
  6. Fondazione Giustizia e solidarietà: www.giustiziaesolidarieta.it

Autore: Vito Conteduca - 22/4/2008



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