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Schola News: Relazione sulla situazione della Sicurezza nel NORD KIVU. Marzo 2013

 

Comité des Agriculteurs pour le  Développement  Participatif

All’attenzione dell’Assemblea SCHOLA MUNDI onlus di Roma

I. INTRODUZIONE

Questo rapporto riassume la attuale situazione della sicurezza nel Nord Kivu negli ultimi 4 mesi. Malgrado la prosecuzione dei negoziati di Kampala, tra il governo della R.D. del Congo e l’M23, da un lato, e la firma dell’accordo di Addis Abeba dall’altro, non si registrano segnali di miglioramento per la sicurezza della popolazione.

II. EVOLUZIONE DEGLI AVVENIMENTI

II.1. Nella Città di Goma

Nel mese di novembre 2012, si sono svolti intensi scontri nella località di Kibumba nel Nord-Est della Città di Goma terminati con la fuga delle truppe governative e l’occupazione della città da parte di elementi dell’M23 per 14 giorni. Prima, durante e dopo questa occupazione si sono moltiplicati in città omicidi, rapine e saccheggi.

Nel mese di Gennaio 2013, l’M23 ha minacciato di riprendere l’occupazione di Goma e ha infiltrato suoi uomini nella città nei quartieri di Birere, Munigi et Muja provocando in questo modo grande panico in seno alla popolazione.

II.2. Nel territorio di Masisi

La FDDH/NYATURA, una milizia hutu, occupa e controlla una larga zona del territorio del Masisi da quando un’incursione della milizia Raia Mutomboki ha minacciato le località popolate esclusivamente da etnie hutu. Sta di fatto che attualmente la FDDH/NYATURA è in conflitto permanente con la formazione Raia Mutomboki.

Recentemente, la milizia Maï Maï, del Colonnel Janvier KARAIRI, une formazione di  etnia  hunde, si è resa responsabile della distruzione della città di Kitshanga.

Infatti, nella settimana dal 25 febbraio al 03 marzo, dei giovani combattenti hunde riuniti nella milizia Maï Maï si sono raggruppati a Kitshanga per attaccare la popolazione tutsi, con una formazione di 1000 uomini.  Questi Maï Maï dicono di appartenere al movimento politico militare APSLC (Alliance du peuple souverain pour la libération du Congo), ed hanno condotto una grande operazione di rastrellamento. Si sono scontrate con le truppe governative che si sono frapposte tra le due formazioni contendenti. Il bilancio è stato pesante: più di un centinaio di morti, spesso massacrati e abbandonati sotto le macerie delle proprie case, e altre centinaia di feriti  di cui molti evacuati a Goma per ricevere le cure adeguate. In tutta la zona le case sono state abbattute. Moltissimi beni, soprattutto molta merce di consumo è andata distrutta o requisita dalle milizie. Le tensioni etniche sono dunque vive, dopo il fallimento dell’attacco dei Maï Maï contro la popolazione tutsi con grandi perdite della milizia hunde, e successivamente, a seguito dell’incendio e il massacro della popolazione durante il passaggio degli hutu delle FDDH/NYATURA nei villaggi di Kibarizo, Tambi et Kahira.

Questa situazione ha poi scatenato la rabbia di numerosi capi, piuttosto violenti, che  hanno risposto con discorsi aggressivi che hanno portato all’acutizzarsi delle tensioni etniche che persistono a tutt’oggi.

Il Masisi è dunque, attualmente, scosso da un’alta tensione etnica e ciascun gruppo è sul chi vive. La milizia hunde, che è fuggita a seguito dell’azione delle  FARDC, con il sostegno della MONUSCO, si è ritirata dai centri abitati e si è nascosta nella boscaglia. Da dove continuano, comunque, a mettere paura con rappresaglie e azioni di guerriglia per mantenere ed eventualmente aumentare il livello di aggressività. Fatto è che la circolazione è in forte difficoltà sulle strade dell’asse Goma-Ktishanga-Mweso. Kitshanga è una città di più di 30.000 abitanti e questa situazione produce una grave crisi umanitaria, nella zona, per il fatto che la maggioranza della popolazione, fuggendo dalla città, si rifugia sulle colline o fugge lungo la strada verso il più vicino villaggio di Mweso.

II.3. Nel territorio del Rutshuru

Nella settimana dal 25 febbraio al 03 marzo, l’M23 si è divisa in due formazioni che si sono affrontati con le armi facendo intervenire anche l’artiglieria pesante.  I due gruppi erano capeggiati dal generale MAKENGA SULTANI e dal generale NTAGANDA BOSCO. Moltissimi civili hanno dovuto subire violenze mentre essi  facevano sfoggio della loro dimostrazione di forza. Approfittando del malinteso tra i fratelli in armi, i miliziani hutu delle Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR) sono usciti dalla boscaglia e hanno saccheggiato i territori di Rugari, Kalengera, Rubare, Rutshuru e Kiwanja abbandonati  dall’M23.

La recente ripresa del controllo di queste località, con azioni di rappresaglia, da parte dell’M23, hanno poi costretto la popolazione alla fuga.

III. Uno sguardo sulla situazione della sicurezza della popolazione e il punto di vista riguardo alla valutazione finale della mission del progetto ADDA

Siamo in una situazione di terrore e di confusione totale. Le milizie e le ribellioni sono legittimate dalla irrisolutezza del governo visibilmente molto indebolito dalla corruzione e dagli interessi personali.

L’applicazione degli accordi di Adissa Abeba e di Kampala lasciano il tempo che trovano. Nell’attesa che, omicidi di massa, massacri collettivi di popolazioni e stupri di donne si moltiplicano. Siamo in una situazione di stallo.

Inoltre da più di 4 mesi la situazione della sicurezza non smette di peggiorare. Gli indicatori della sicurezza sono pericolosamente in rosso. E’ un vero peccato che una popolazione che cerca un sostegno per sopravvivere sia sempre più martirizzata dai propri figli. Il caso più recente è quello riportato dalla gente di Rugari, nel territorio del Rutshuru, che sono sotto i bombardamenti da più di una settimana. Infatti, queste popolazioni sono sulla linea del fronte tra i due gruppi dissidenti dell’M23 comandati dal Colonnello MAKENGA SULTANI e dal Generale NTAGANDA Bosco. Chi ridarà la dignità ai congolese del Nord Kivu? Non saranno né gli uomini di Kinshasa né quelli di Kigali o di Kampala. Bisogna continuare a portare avanti una lotta di liberazione propria degli uomini del Nord Kivu. Bisogna continuare a investire nell’educazione dei giovani, nella mobilitazione dei genitori e nell’aiuto degli uomini di buona volontà pronti a sostenere il progetto di riforma del governo nei paesi dei Grandi Laghi.

Goma, 10 marzo 2013

Mujogo Kanyamuhanda Viateur

Coordinateur exécutif de l’ONG CADEP

Autore: Vito Conteduca - 10/3/2013



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