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Gli Orti di Mweso: Sul finire della I^ Stagione 2014

Progetto Gli Orti di Mweso

Mweso: La stagione agricola del Progetto delle donne vulnerabili,

finanziato da Schola Mundi, è iniziata sotto il segno della speranza!

 

 

La stagione agricola del 2014 è iniziata sotto il segno di un incredibile entusiasmo. Le donne vulnerabili di Mweso hanno avuto la conferma che il loro progetto continuerà anche per questo anno. Dopo l’assemblea per la valutazione delle attività del 2013, le donne si erano raccomandate a che la loro bella esperienza avesse avuto l’opportunità di continuare.
I volontari di Schola Mundi tramite il loro presidente, non hanno esitato ad accordare un sostegno ulteriore per permettere la prosecuzione delle attività agricole. Dal momento di questo annuncio, le donne che partecipano al progetto hanno fatto salti di gioia per la soddisfazione. Sono state subito tenute delle riunioni operative per la nuova stagione agricola al fine di gestire al meglio le attività e ottimizzare il raccolto.
La stagione agricola è quindi cominciata con nuove strategie a partire dall’esperienza fatta nell’anno 2013.
La prima strategia è stata quella di escludere i membri che non coltivavano nei tempi dovuti i loro orti. Così all’assegnataria che, senza alcun motivo valido, ha iniziato il lavoro di preparazione del terreno con due settimane di ritardo rispetto a quanto stabilito è stata ritirata la porzione di terreno, che è stata consegnata ad un’altra assegnataria certamente disponibile e motivata.
La seconda strategia si riferisce alla gestione concertata e la presa delle decisioni collettive riguardo al vivaio comune. Quest’anno ci sono dei miglioramenti perché, d’ora in avanti, nessuna decisione potrà essere presa senza l’accordo di tutti i membri assegnatari. Il potere decisionale dei membri del comitato degli assegnatari è stato fortemente ridotto a causa degli abusi avvenuti l’anno scorso.
Una terza strategia è quella connessa alla distribuzione delle sementi destinate agli orti individuali. Quest’anno l’agronomo ha convocato una riunione durante la quale tutti gli assegnatari hanno preso conoscenza delle quantità disponibili secondo il piano di sfruttamento del terreno e un calcolo della distribuzione è stato fatto con questo criterio.
L’ultima strategia è quella della programmazione nel tempo della messa in sicurezza del terreno al margine del fiume per diminuire il rischio di inondazione.
Attualmente siamo già abbastanza avanti nelle attività e tutto va per il meglio, le donne sono veramente soddisfatte.
Tra un mese i primi raccolti saranno già disponibili. C’è proprio da rallegrarsi quando si può contare sulla generosità di coloro che fanno beneficenza alle persone che soffrono come le donne vulnerabili di Mweso, la maggioranza delle quali vive in campi profughi da più di 15 anni.

Mweso: la speranza di una storica rinascita, il progetto di elettrificazione procede

Molta esitazione, molti studi, molto lavoro e finalmente la decisione è presa: presto Mweso, a qualsiasi costo, con gli auspici della CADEP, sarà elettrificata.
D’ora in avanti, c’è più da sperare che da disperare. Tutti i lavori per le infrastrutture sono terminati, ora siamo nella fase dei lavori di muratura attinenti alle varie opere di genio civile (diga, scavo, canale di alimentazione e bacino di regolazione del carico). La turbina è in viaggio e gli ordinativi per gli altri accessori sono stati fatti. Secondo i responsabili dell’esecuzione del progetto, accendere la luce prodotta dal fiume Mweso è una questione di tempo. Tutte le batterie sono pronte per produrre elettricità a breve.
Ma il progetto pone serie difficoltà di trovare dei pezzi in loco. E’ il caso della condotta forzata che deve essere prodotta a Bujumbura e la valvola che è introvabile sul mercato della regione.
Come abbiamo previsto, a progetto concluso, nel territorio di Mweso sarà l’era della rivoluzione tecnica perché anche internet potrà funzionare benissimo e collegherà Mweso al resto del mondo.

Altro da Mweso : le ‘armi’ della politica

I miliziani del FDLR (Fronte Democratico per la Liberazione del Rwanda) hanno cominciato a deporre le armi.
Questo può essere l’inizio di una fase di stabilizzazione del Kivu. 105 miliziani FDLR si sono arresi alle autorità dell’ONU e hanno consegnato le armi. In cambio, essi hanno chiesto protezione dalle forze della SADC che sono a loro fortemente ostili. E’ un chiaro segno che potrà portare alla stabilizzazione della nostra regione se il processo dovesse proseguire. Noi speriamo che le garanzie di protezione per questi miliziani saranno ottenute visto che la maggioranza di loro, essendo nati nella boscaglia congolese, non ha mai conosciuto il Rwanda.
D’altra parte, i dirigenti del FDLR, nelle loro dichiarazioni, dicono di rinunciare alla lotta armata e intraprendere la via del confronto politico.
Cos’altro meglio di vedere dei fratelli che si parlano e cercano di trovare una soluzione durevole ai loro problemi piuttosto che credere invece che la soluzione verrebbe a tutti i costi dalla conquista violenta del potere? Speriamo che questa nuova iniziativa dimostrerà la sua importanza nel raggiungimento di un compromesso, senza passare dalla perdita di vite umane dei congolesi del Kivu e degli stessi ruandesi. Un dialogo franco è indispensabile per arrivare a questa soluzione.

Conclusione

La pace ci può aiutare a fare un passo verso lo sviluppo. Se tutti noi siamo impegnati a promuoverlo, è fortemente possibile che lo sviluppo possa decollare. Ma il grande problema della nostra Africa è che quando alcuni spiriti pensano allo sviluppo, altri pensano alla distruzione e spesso sono questi ultimi che vincono nel nostro fragile Stato. Ma non c’è alcuna ragione di scoraggiarsi, un giorno la luce finirà per trionfare sulle tenebre.

Goma, 30 maggio 2014

Mujogo Kanyamuhanda Viateur
Coordinateur exécutif de CADEP

Autore: Vito Conteduca - 30/5/2014



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